Alzheimer: sintomi e diagnosi precoce
La malattia di Alzheimer é una patologia neurodegenerativa caratterizzata da una progressiva e irreversibile compromissione delle funzioni cognitive. L’esordio è subdolo e a volte è difficile distinguere i primi sintomi dai cambiamenti cognitivi fisiologici legati all’età.
L’invecchiamento sano comporta piccole dimenticanze e cambiamenti cognitivi graduali, che possono interessare vari ambiti della vita: fare piú errori nello svolgimento di compiti che richiedono molta attenzione o carico cognitivo, avere bisogno di aiuto con l’utilizzo di strumenti con cui si ha poca dimestichezza, avere problemi a trovare la parola giusta e fare confusione con le date (ma ricordarle o correggersi successivamente), perdere gli oggetti mantenendo intatta la capacitá di ripercorrere i propri passi per ritrovarli. Altri cambiamenti possono riguardare i comportamenti e l’umore: essere piú stanchi, prendere una decisione piú avventata o poco ponderata, essere piú rigidi nelle routine, essere piú irritabili.
L’Alzheimer comporta una perdita di memoria piú pronunciata che interferisce con le attività quotidiane
La confusione della persona è maggiore, così come maggiore è la difficoltà a recuperare le informazioni apprese di recente e ricordarne di nuove.
I sintomi iniziali di questa malattia sono molto variabili, L’Alzheimer Association hai elencato alcuni segnali a cui possiamo prestare attenzione.
I primi sintomi a manifestarsi sono solitamente i sintomi cognitivi, che riguardano la memoria, l’attenzione, il linguaggio e la capacità di orientarsi nello spazio e nel tempo: la persona potrebbe fare fatica a ricordare gli eventi recenti, i nomi (di persone, oggetti, luoghi, …), gli appuntamenti; potrebbe avere difficoltá a svolgere compiti quotidiani, come abbottonarsi o anche scrivere (forse la grafia ha subito un cambiamento); potrebbe fare confusione sul giorno della settimana, sul mese, o sul luogo in cui si trova; potrebbe perdere gli oggetti o dimenticare il luogo in cui li hai messi; potrebbe commettere errori di valutazione e di logica (sbagliare dei calcoli, ad esempio).
Altri sintomi che si manifestano sono quelli comportamentali, come: cambiamenti dell’umore improvvisi, comportamenti insoliti (più eccentrici, sospettosi, irritabili), cambiamenti nell’appetito e nelle abitudini alimentari, ma anche perdita di interesse e di iniziativa verso le attività.


È Importante sottolineare che la presenza di difficoltà di memoria, di attenzione, l’insorgenza di difficoltà nel linguaggio o di cambiamenti nell’umore o nei comportamenti, non sono necessariamente sintomi precoci della demenza. Potrebbero essere il campanello d’allarme per un’altra patologia o segnali di un sistema cognitivo che sta cambiando e invecchiando.
La diagnosi richiede una valutazione clinica multidisciplinare che integri l’anamnesi del paziente e dei familiari, l’esame obiettivo, la valutazione neuropsicologica. Solo cosí è possibile interpretare i sintomi e agire efficacemente con un piano d’azione mirato.
Purtroppo, la diagnosi precoce è ancora una sfida per questa malattia, infatti, quando compaiono i primi sintomi, l’Alzheimer è già presente da molti anni, ed è difficile rilevarlo prima che i sintomi si manifestino.
Ad oggi quello che possiamo fare è prevenire l’insorgenza della malattia mantenendo in allenamento il nostro sistema cognitivo e rallentare la progressione della malattia, quando giá si è manifestata, preservando la qualità della vita della persona e dei suoi familiari, intervenendo con strategie terapeutiche (farmacologiche e non farmacologiche) e creando una buona rete di supporto che possa sostenere la persona e la famiglia.
